Nato nel giorno di carnevale del 1967, passa un’infanzia talmente normale da pregiudicargli l’immediato successo nella vita. Convinto di poter un giorno fare l’astronauta prova a fotografare gli astri per studiarli meglio. La cosa inizialmente lo frustra: invano cerca di mettere a fuoco il sole!
Il tentativo non è privo di conseguenze e le ore spese dietro l’obiettivo gli trasmettono una grande passione per la fotografia che lo porta anni dopo, prima all’Istituto Europeo di Design e poi in mezzo a una strada.
La natura coriacea, l’ottimismo congenito e l’istinto di sopravvivenza lo spingono a lanciarsi sul mercato. Si perfeziona nella fotografia di architettura ed industriale e con i suoi lavori di ricerca espone in mostre collettive e personali.
Poi l’incontro fatale, un giorno scambia un cinematografo per un fruttivendolo ed entra per comprare due chili di pere. Due ore dopo confida agli amici di non aver mai pensato ad altro. Alle pere, dicono loro. Al cinema, annuncia entusiasta.
Il giorno seguente si informa sul costo giornaliero dell’affitto di una cinepresa. Se lo fa ripetere più volte, ha un attimo di malumore, eppure non cambia idea.
Comincia a dirigere la fotografia per alcuni brevi film e video pubblicitari, prima di assumere la regia di alcuni cortometraggi che partecipano a numerosi festival in giro per il mondo. Alcuni li vince, negli altri fa bella figura.
Dopo qualche mese impara una delle più dure leggi del cinema: i complimenti non incidono sul conto corrente. Sul set, però, conosce Anastasia se ne innamora perdutamente e se la sposa. La magia dei 35mm. è sancita per sempre.